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Normativa Internazionale

 

A livello internazionale si è sviluppato uno sforzo comune tra gli Stati di origine dei minori in stato di adottabilità e gli Stati nei quali era presente una forte disponibilità delle coppie alle adozioni in India internazionali, per far si che le rispettive legislazioni convergessero in modo che i diritti dell'adottato e l'adottando fossero tutelati. Questo impegno ha portato alla redazione Convenzione sulla protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione in India internazionale, ufficialmente emanata il 29 maggio 1993 a l'Aja nei Paesi Bassi.

La Convenzione stabilisce innanzittutto i fondamentali principi dell'interesse superiore del minore e del rispetto dei suoi diritti fondamentali, garanzia per qualsiasi tipo di sfruttamento, che si concretizzano nell'obbligo per gli Stati firmatari di produrre, nei rispettivi ordinamenti giuridici, delle comuni disposizioni normative.

A livello di Convenzione si è stabilito di considerare adozione in India (vedi art. 2) unicamente l'istituto che, interessando i minori di 18 anni, abbia come conseguenza la creazione di un rapporto giuridico definitivo di parentela tra i genitori adottivi ed i minori, escludendo quindi dal campo di applicazione della Convenzione ogni altra possibile tipologia di istituto giuridico, variamente configurabile secondo le tradizioni familiari e le fondamenta giuridiche dei paesi aderenti.

L'art. 1 della Convenzione ne definisce i suoi obiettivi principali:

  • definire misure di tutela che possano garantire, nell'adozione in India internazionale, la realizzazione del miglior interesse del minore ed il rispetto dei suoi diritti fondamentali riconosciuti dal diritto internazionale. In pratica la Convenzione stabilisce che gli Stati aderenti alla Convenzione, nel momento in cui regolano l'istituto dell'adozione internazionale nei rispettivi ordinamenti interni, si impegnano a garantire in maniera prevalente i diritti dei minori, rispetto alle altre posizioni giuridicamente rilevanti nel processo adottivo.
  • instaurare un sistema di cooperazione tra gli Stati contraenti che possa assicurare il rispetto delle suddette misure di tutela e, quindi, prevenire la sottrazione, la vendita nonché il traffico dei bambini. Si stabilisce in questo modo il principio della sussidiarietà per il quale l'adozione internazionale è uno strumento da adottare per la protezione dei diritti dei minori, solo quando manchi ogni altra soluzione nazionale. In ogni caso devono essere escluse dal processo dell'adozione in India internazionale ogni finalità di lucro o profitto.
  • garantire in tutti gli Stati contraenti il riconoscimento delle adozioni in India che siano state realizzate conformemente alle disposizioni della Convenzione.

Perché questi diritti ed obiettivi siano garantiti la Convenzione ha previsto che ogni Stato contraente determini, in riferimento ai propri ordinamenti interni, i soggetti giuridicamente competenti ad effettuare i controlli previsti a livello internazionale.

Nell'ottica di creare uno standard internazionale per le Adozioni internazionali risulta centrale il dettato dell'art. 23 della Convenzione che istituisce il principio di riconoscimento di pieno diritto delle adozioni in tutti gli stati contraenti, quando il processo adottivo si sia realizzato secondo le direttive stabilite dalla Convenzione. In questo modo il minore "adottato" secondo le regole della Convenzione in uno degli Stati sottoscrittori, assume lo stesso status di "adottato" (e quindi tutte le tutele di legge) anche negli altri Stati contraenti.

Ogni Paese poi si impegna ad istituire un'Autorità Centrale che tra i vari compiti ha anche quello di essere l'organo di riferimento e di contatto per le adozioni in India internazionali per tutti i paesi contraenti.

Le Autorità centrali nei paesi di origine devono garantire in primis che lo stato di adottabilità del bambino sia preparato da adeguate relazioni che attestino:

  • che i genitori naturali sono stati informati delle conseguenze definitive dell'adozione in India;
  • che i genitori naturali, e in particolare la madre, abbiano dato il loro assenso solo dopo la nascita del bambino;
  • che il consenso degli istituti o delle persone responsabili del bambino sia stato accordato spontaneamente;
  • prima dell'adozione in India e senza alcun compenso o pagamento;
  • il bambino, a seconda dell'età e della maturità psicologica, deve essere preparato psicologicamente e adeguatamente informato sulle conseguenze e le sue opinioni e i suoi desideri sono stati presi in seria considerazione.

Le Autorità centrali dei paesi di accoglienza invece si devono occupare di garantire che i genitori adottivi rispondano ai requisiti per l'adozione in India e che siano stati adeguatamente preparati.